sabato, 04 agosto 2007
Scrivere, per me, è sempre stato un modo per buttare fuori le cose.
Anzi, le emozioni, soprattutto quelle negative, le ho sempre buttate fuori, espresse, più scrivendo che non sviscerando i problemi in ore e ore di chiacchiere come fanno di solito le rappresentanti del feminine gender.
Certo, fin dall'inizio dell'adolescenza anche io ho sviscerato i problemi in ore e ore di chiacchiere, ma fino ai 16 anni questo è bastato. Anche prima dei 16 anni scrivevo, ma la scrittura non aveva nessuna caratteristica di valvola di sfogo, probabilmente perchè ai tempi ero più spensierata e impulsiva che pensosa e riflessiva e la portata dei miei problemi..come dire..veniva vista in maniera meno "profonda", e perciò meno pesante da buttar giù e digerire. Sicuramente, lo erano anche, non che adesso abbia chissà che problemi ma è naturale che crescendo tutto sia visto sempre da più angolazioni e quindi diventi più pesante da assimilare. E non solo. Di pari passo con la maturità emotiva tutto appare sempre più vicino a qualcosa che ci cambia e ci fa crescere, si percepisce di più il potere di cambiarci che ha qualunque esperienza noi viviamo.
Insomma, a 16 anni ho smesso di scrivere racconti e ho iniziato a scrivere poesie. Ne scrivevo tantissime e quasi tutte erano collegate a qualche mia sensazione o mio pensiero. Quasi tutte, poi, erano di argomento poco allegro, proprio perchè non mi bastava più sviscerare il problema.
Svisceravo poi espellevo il rimanente dell'emozione negativa, di volta in volta, con la creazione di una poesia. Se è pur vero che ho cominciato a riflettere di più, è anche vero che più che imparare dalle sensazioni e dalle esperienze mi ci confrontavo come per conoscerle dal punto di vista interno e dal modo in cui mi toccavano.
Tant'è che appunto invece di rinchiuderle dentro di me, archiviarle, le espellevo attraverso le poesie.
Piano piano poi a forza di scontrarmici ho percepito quanto ognuna portasse qualcosa in sè e a me, quanto, e non più come fosse in grado di toccarmi e cambiarmi.
Così tipo 1 anno e mezzo fa..quasi 2..ho smesso di scrivere così spesso, poi ho smesso proprio del tutto. Ho cominciato ad assorbirle più che buttarle fuori.
Adesso..adesso, scrivere è ancora importante per me.
Ma non è più una valvola di sfogo e non più limitato a piccole onde di sfogo quali potevano essere le poesie.
Semplicemente, a volte ne sento l'iimpulso, comincio a scrivere e sia che si tratti di racconti sia di pagine stile diario alla fine mi rendo conto che mi sento più tranquilla, più quieta, non più agitata o ansiosa come potevo essere prima.
Forse, questo vuol dire maturare..
Chigusa - 20:11 -
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sabato, 17 giugno 2006
Il giorno se n'è andato senza che noi potessimo fermarlo.
I petali si chiudono sul fiore.
La luce svanisce nell'ora
dell'ultimo respiro del giorno.
L'oscurità della notte circonda
Le anime distanti di stelle ora splendenti.
Lontano da questo mondo di dolore, paura e morte,
Al quale ora siamo legati.
Dormi, amore; dormi per sempre.
La notte proteggerà la tua anima.
Abbraccia l'oscurità profonda.
Dormi, amore; dormi per sempre.
L'oscurità avvolgente si impadronisce delle nostre anime,
Racchiudendoci in un gelido abbraccio,
Nelle profondità del vuoto della Signora che tiene
Il nostro destino nelle sue mani.
Sognate, guerrieri, il buio sopra di voi,
E sentite la dolce redenzione
Della Consorte della Notte e del suo amore
Per coloro che sono nel suo cerchio.
Dormi, amore; dormi per sempre.
La notte proteggerà la tua anima.
Abbraccia l'oscurità profonda.
Dormi, amore; dormi per sempre.
(Dragonlance, La guerra delle anime, Volume I)
Chigusa - 01:59 -
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mercoledì, 03 maggio 2006
[TWILIGHT: The chant of the first snow]
It's the sweetest Night of all
It's a moment that lengthens
to eternity and more
While the flakes soundless will fall
I hear the sound of laugther
coming from so high above
And the promise once made
now it's broken
The curtain slowly falls
On the angel that kissed me
It's the Night of cruel remorse
It remains only a distant memory
of things undone
A return to innocence
A travel back in time when everything
seems clear and pure
And the promise once made
now it's broken
The curtain slowly falls
On the angel that kissed me
Shhh. No, non parlare. Non profanare il silenzio. Non lacerare questa cortina di nebbia.
Perchè è l'unico clima che mi permette di restarti accanto.
Non domandare, non chieder risposte. Rovinerebbe ogni cosa.
E io dovrei voltarti le spalle.
Ed è ciò che non voglio fare.
Per te, accetto quella punta di sofferenza.
Per te, accetto questo senso di solitudine. [senso di solitudine che cerco di sconfiggere ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo]
Per te, ingoio le lacrime che talvolta mi pungono gli occhi come spilli.
Per te, ascolto anche ciò che mi è sgradito sentire.
Ho promesso di restarti accanto, comunque vada, tanto tempo fa. E rispetto quella promessa.
Perchè alla sofferenza si contrappone la gioia di poter essere al tuo fianco.
Perchè altrimenti mi chiederei ogni giorno come stai, se stai bene, se stai male.
Perchè voglio continuare a tenere la mia mano sulla tua spalla.
Perchè non infrango le promesse. Soprattutto quelle fatte a te.
Quindi, no, non parlare. Non profanare il silenzio. Non lacerare questa cortina di nebbia.
Perchè è l'unico clima che mi permette di restarti accanto.
Chigusa - 02:48 -
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martedì, 18 aprile 2006
Ultimamente mi sto dedicando alla lettura dei "Diari" di Sylvia Plath.
Ho comprato il libro quasi per caso, dato che stavo curiosando nella sezione fantasy e dato che non ho trovato ciò che cercavo ho dato uno sguardo agli scaffali. E così ho visto quel volume, nella catena degli Adelphi e a un prezzo fattibile; inoltre era da un pò che pensavo di leggere qualcosa di suo, cosa che mi è venuta in mente solo vedendo il titolo.
Ad ogni modo, sono arrivata al punto in cui lei riflette sul destino e sulle possibilità di una donna della sua epoca: realizza che il matrimonio è qualcosa di abbastanza inevitabile, ma non vuole che sposarsi possa in qualche modo portarla a trascurare la scrittura e la pittura o a abbassarle di grado tra le sue priorità Per lei scrittura e pittura, soprattutto la prima, sono un modo per affermarsi come persona e scaricarsi dalle preoccupazioni e dagli affanni, qualcosa tramite cui può farlo senza dipendere da altri o, come dice lei, "perdersi per trovarsi" (si riferisce così parlando della perdita d'identità e individualità di una donna che arrivi a vivere solo per essere madre e moglie).
Stavo riflettendo su questo concetto, e pensando che è in effetti tuttora attuale: certo, la donna non è più "obbligata" a sposarsi, ma resta il fatto che la società si aspetta da chiunque, uomo o donna che sia, che a una certa età si sistemi con una persona, fosse anche tramite la convivenza.
Ma oltre a questo, c'è un concetto molto più importante: conservare la propria individualità all'interno di una coppia.
Ci sono persone che in nome del partner rinunciano ai loro precedenti legami, agli amici (per frequentare quelli di lui/lei), alle loro passioni e ai loro progetti, cambiando magari università e facoltà per poter stare vicino all'altro, e tutta una serie di cose simili. Personalmente trovo che tutto ciò sia sbagliato: la coppia dev'essere uno scambio, non un dare che riceve in cambio solo un prendere. Anche nel caso in cui pure l'altro metta in atto lo stesso procedimento, mi risulta errato: perchè così ci si dona reciprocamente solo ciò che all'altro è più gradito e non se stessi per come si è. Così ci si annulla per l'altro.
La coppia è un "due in uno", è vero, ma non bisognerebbe mai arrivare a tanto. Anche per un motivo molto più, se vogliamo, calcolatore: se il legame dovesse spezzarsi, a chi s'è annullato cosa resterebbe? Le sue passioni le ha buttate, i suoi amici li ha probabilmente persi, si trova magari a fare una facoltà che non ama granchè, e ora non ha più la persona che era tutto il suo sostegno. Così una persona è totalmente persa, o quasi.
E non bisogna mai dimenticare che se contiamo su noi stessi, questo sostegno non ci abbandona neanche in capo al mondo, se contiamo solo su altri, quando perdessimo queste persone crolleremmo perchè non avremmo alcun tipo di sostegno. E dopo alzarsi è dura. Talvolta nemmeno chi sorregge può mantener in piedi il debole se costui è consumato dall'intero. Ragione in più per aver forza in sè.
[Me] I can't believe there is no way out...
[Agony] You'll I find you are wrong
[Me] You fill me with doubt...
[Agony] You were never that strong
[Me] I can't believe this is the end
[Agony] It's written in stone
[Me] Where are my friends?
[Agony] You have always been alone!
"We lead, we hide as the pain leaves the rage inside
Being here, welcomed by...a sane mind
A travelled lie
All the time, I had waited with rage
All the time, I was promised my salvation...and finally it's here"
Chigusa - 00:07 -
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mercoledì, 12 aprile 2006
Ed è così che a volte
Il fiele sembra così amaro, sulla lingua
Rimembrando l'ameno miele dei tempi passati
Chigusa - 01:11 -
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domenica, 09 aprile 2006
Come fai a raccogliere le fila di una vecchia vita, come fai ad andare avanti quando nel tuo cuore cominci a capire che non si torna indietro?
Ci sono cose che il tempo non puo' accomodare, ferite talmente profonde
...che lasciano un segno.
(Frodo Baggings, LOTR)
Poi qualche pazzo mi chiede cosa ci trovo di tanto bello in Tolkien.
Chiunque lo pensi, basta che legga quella frase per capire: ma quant'è vera???Non si può andare avanti, bisogna lasciarsi alle spalle le macerie e trovare nuovi materiali, ricostruire la propria esistenza. Perchè se le ferite sono tanto considerevoli non è detto che il modo in cui ciò che è mancato verrà ricostruito si accordi con ciò che c'era precedentemente e che è sopravvissuto.
Un occhio al passato, uno al futuro. Poi si ricomincia. Piano piano.
lunedì, 03 aprile 2006
"Ho visto l'amore che, tramite la sua disponibilità a sacrificare ogni cosa, ha portato speranza al mondo. Ho visto l'amore che ha tentato di vincere l'orgoglio e la sete di potere, ma ha fallito. Il mondo è più buio per il suo insuccesso, ma è soltanto una nube che oscura il sole. Il sole, l'amore, rimangono ancora. E infine ho visto l'amore smarrito nella tenebra. L'amore mal riposto, mal compreso, perchè l'amante non conosceva il cuore di lui, o lei"
(Astinus di Palanthas; le "Cronache di Dragonlance")
Già, è solo una nube. Il mondo va avanti. Non si veste di nero in segno di lutto per la vicenda di uno. Chissà perchè alcuni pensano che debba farlo..e chissà come possono pensare al mondo e a come sia con un fardello simile nel petto. Non lo comprendo, non si può sentire altro nel momento di maggior cordoglio.
Ci sarebbe altro da dire, o meglio, si potrebbe dire altro, ma non sono in vena.
Nightwish - Beauty Of The Beast
Beauty Of The Beast
- Long Lost Love
Trees have dropped their leaves,
Clouds their waters
All this burden is killing me
Distance is covering your way,
Tears your memory
All this beauty is killing me
Oh, do you care,
I still feel for you
So aware,
What should be lost is there
I fear I will never find anyone
I know my greatest pain is yet to come
Will we find each other in the dark
My long lost love
- One More Night To Live
Safely away from the world
In a dream, timeless domain
A child, dreamy eyed,
Mother's mirror, father's pride
I wish I could come back to you
Once again feel the rain
Falling inside me
Cleaning all that I've become
My home is far but the rest it lies so close
With my long lost love under the black rose
You told I had the eyes of a wolf
Search them and find the beauty of the beast
All of my songs can only be composed of the greatest of pains
Every single verse can only be born of the greatest of wishes
I wish I had one more night to live
A saint blessed me, drank me deeply
Spitting out the misery in me
Still a sinner rapes 1000 saints
Sharing the same hell with me
Sanest choice in this insane world:
Beware the beast but enjoy the feast he offers
Sanest choice in this insane world:
Beware the beast but enjoy the feast he offers
- Christabel
"Oh, sweet Christabel. Share with me your poem.
For I know now, I'm a puppet on this silent stage show.
I'm but a poet who failed his best play.
A Dead Boy, who failed to write an ending
To each of his poems."
domenica, 07 agosto 2005
C'erano, sì, anche serate in cui detestava essere, come lei amava definirsi, una creatura vampirica.
E si definiva così ben a ragione.
Perchè passava il giorno in uno stato semi apatico, a macinare pensieri vuoti e sterili, o a ripetere gesti volontari da cui anche lei stessa era annoiata, non si sentiva completa, anzi, quasi il sole la feriva.
Perchè raggiungeva uno stato di poesia d'animo, nelle ore notturne, e riteneva sprecato passarle in un letto a dormire; sarebbe stato come avere a disposizione l'uomo dei propri sogni, o del proprio cuore, un lettone comodo e una tazza di panna montata e passare il tempo a conversare di che tempo fa. Incompleto.
Però, quella sera anch'ella avrebbe agognato di dormire: troppi desideri, troppi pensieri inquieti a girovagare per la mente, e nessuna soluzione per placarli, se non sognare. Ma dopotutto, chi assicura che basti abbandonarsi tra le braccia di Morfeo per sognare? Non sempre il sogno segue il sonno. O, come direbbero gli scienziati, si sogna sempre ma non sempre il ricordo resta. E ammettendo che resti il ricordo, chi assicura che sia quello tanto inseguito?
Non resta quindi che sognare a occhi aperti.
Ma sognare a occhi aperti non indica forse che il cuore è coinvolto da ciò che desidera e da ciò che è ad esso connesso?
E questo non è forse pericoloso? Si sa, a volare troppo alto poi si rischia di fare come Icaro: avvicinarsi troppo al sole, soltanto per perdere le proprie ali e cadere rovinosamente a terra.
Chissà, forse affacciarsi al balcone e lasciarsi affascinare dalla luna sarebbe una soluzione: non brucia così tanto, lei, eppure è ancor più bella e gentile.
Chigusa - 23:28 -
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