giovedì, 30 marzo 2006

Strano.

Questa notte sono insolitamente tranquilla, e posso quasi dire di aver sonno. Oh beh, certo non muoio di sonno, ma questo mi capita parecchio di rado.

Ricordo che mi capitò l'anno scorso, al ritorno da un weekend presso amici, a Milano; dato che dovevo alzarmi a un'ora oscena, la notte prima della partenza non dormii, e dormii molto poco anche il sabato sera milanese. Fatto sta che stavo per finire al capolinea, siccome mi ero addornentata in autobus. Arrivata a casa, mi stesi sul letto con l'intenzione di riposarmi un pò prima di cenare..ed ecco che crollai addormentata :P

Piccolo aneddoto, nulla di che :)

In verità questa sera non ho molto da dire, se non che un pò mi lascia perplessa vedermi tanto calma, dopotutto, non dovrei esserlo affatto, dopotutto i miei dubbi ancora non hanno avuto risposta. E non è nemmeno che io pensi con tranquillità a ogni possibile eventualità. Semplicemente, la mia mente si rifiuta di pensarci e anche io non è che la forzi granchè a farlo. In effetti, quasi per niente. Mi vedo calma, e mi piace vedermi in pace.

Si potrebbe dire che mi crogiolo nella bambagia dell'egocentrismo, un sano egocentrismo, come un gatto che si stiracchi sotto il primo sole primaverile, beatamente.

Sì, mi piace l'immagine. E anche parecchio.


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mercoledì, 29 marzo 2006

"Io lo farò. Nella mia vita nulla ha importanza tranne questo momento, il solo che esista per me: sono nato in questo momento, e se dovessi fallire esso sarà anche quello della mia morte"

Raistlin Majere

No, cioè, c'è poco da dire. Raistlin è un personaggio, perdonate il francesismo, coi controcazzi.

Sarà che io adoro i maghi oscuri e tenebrosi, ma dubito ci sia personaggio della letteratura fantasy più degno di lui. Pochi hanno dato se stessi alla magia in maniera così totale: Crysania, chierica di Paladine dalle vesti bianche, lo capisce, capisce che lui non può amarla perchè ha promesso e dà tutto se stesso all'Arte.

Eppure, per quanto cinico, malvagio, oscuro, egoista possa essere, per quanto cerchi di scacciare l'umanità che c'è in lui, resta comunque umano. E' a una nana dei fossi che il suo pensiero si aggrappa quando rischia di perdere se stesso mentre tenta di dominare il globo dei Draghi, per quanto alla fine non perda di vista i suoi propositi si rende benissimo conto di essere preda di una sorta di strano amore per la chierica Crysania, e pur essendo il più potente tra i maghi viventi resta tormentato dagli incubi e dal ricordo delle sue azioni.

Senza in tutto questo perdere nemmeno un briciolo della sua maestà oscura.

"La magia è nel sangue, scorre dal cuore, e ogni volta che la usi una parte di te se ne va con essa. Soltanto quando sarai pronto a donare qualcosa di te senza ricevere nulla sarai pronto a utilizzarla."


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martedì, 28 marzo 2006

...comunque.

I Therion sono e restano dei gran bravi artisti.

Se li conoscete, tanto bene per voi, se non li conoscete suggerirei di procurarsi immediatamente e senza indugi il loro album "Secret of the runes". Soprattutto se siete di comprovata fede metallara e amate la mitologia, in particolare quella nordica, e il fantasy.

Essì, perchè le loro canzoni parlano delle varie razze del fantasy(elfi, elfi scuri, giganti del fuoco, giganti dei ghiacci e via dicendo)e degli strati del mondo secondo la mitologia nordica(la dimora degli dei, come Freya, e gli inferi).

C'è anche da dire che i testi non sono tutti in inglese, alcuni sono in lingua nordica, suppongo sia finlandese, o svedese, ma per questo ci sono i traduttori online, o no?

E poi, la loro musica vale tutto questo: pollice in alto per le voci, e per le atmosfere che creano con il ritmo altisonante e glorioso della loro musica. Mica roba da niente, eh.

Di solito al termine di post come questi posto una lyrics, ma dato che questo pc è scarso e fa difficoltà nell'aprire più browser assieme mi limito a rimandarvi a www.darklyrics.com  :P


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martedì, 28 marzo 2006

Forse dovrei cominciare ad andare a nanna più presto, di sera.

Se non perchè se otterrò quel part time, sarà molto probabilmente di mattina, e peraltro mattina presto. E con presto intendo le 6 di mattina.

Però non è colpa mia se di notte mi sento meglio, più tranquill e allo stesso tempo più tumultuosa nei pensieri. Se mi piace la notte, se mi piace guardare la luna che torreggia al di sopra della torre di fronte a casa mia, se mi piace semplicemente pensare nel silenzio, silenzio rotto solo dalle grida degli uccelli. E dirò anche che se io non fossi donna e non temessi i brutti incontri che si possono fare durante le ore notturne, uscirei anche, senza preoccuparmi difarmi bella: tanto, non mi vedrebbe nessuno. Solo la luna e le stelle, ma a loro non importa come noi siamo vestiti o truccati.

Però, essendo la notte il momento in cui posso pensare più liberamente, è anche quello in cui mi capita più spesso di sentirmi molto, molto stupida. Perchè continuo a pensarci, perchè per quanto possa dirne sono ancora profondamente presa da lui. E io, in effetti, non l'ho mai negato.

Ricordo ancora le notti in cui, quando sentivo parecchio la mancanza della sua vicinanza, dormivo tenendomi abbracciata al peluche che mi regalò a Natale, un micetto. Devo ammettere che riuscì a fregarmi alla perfezione, mi fece credere di aver indovinato cosa mi avrebbe portato: dev'essersi divertito davvero molto a vedere la mia espressione sorpresa :P Era un gioco nostro, io volevo sempre sapere cosa mi avrebbe regalato, e cercavo di indovinarlo, mentre lui faceva di tutto per sviarmi e vincermi in astuzia..a volte vincevo io, a volte lui, ma in realtà l'importante non era vincere.

Ora, a volte, vorrei ancora accoccolarmi sotto il piumone con quel peluche, ma non lo faccio: non posso crogiolarmi in un atteggiamento del genere, faccio già abbastanza fatica a non pensarlo e a non pensare a come gli eventi sono precipitati.

Il guaio è che mentre penso a come possa essere accaduto, penso anche a com'era averlo al mio fianco. E lì, la cosa non è così piacevole, sapendo che non è più così. Lo so, lo so, molti avrebbero scelto di liquidare la faccenda convincendosi che l'altro/a è un bastardo e ha detto solo balle. Ma io non ci riesco. Lo so, semplicemente. Le parole possono mentire, gli sguardi, quelli no, e io nel suo sguardo non ho mai letto menzogna. Mai. Neppure per un istante, neppure quando diceva di amarmi. E nessuno, nessuno che ci ha visti assieme avrebbe mai potuto pensare a una conclusione del genere. Qualcuno mi chiese addirittura quando ci saremmo sposati. Pazzesco, no?

La cosa più brutta è che la domanda più pressante è anche forse l'unica per cui non ha una risposta. Non capisco come un legame così possa aver avuto termine in questo modo. Forse è stata la grandezza del legame stesso, forse era qualcosa di troppo grande, emotivamente. E' forse possibile che la sola distanza giunga a far scegliere di spezzarlo? Io non credo, sotto motivi come questi, che non sono necessariamente bugie, c'è comunque un sentimento di inadeguatezza, dopotutto a non sentirsi inadeguati non si ricercherebbe il termine, no?

Ma ciò che fa più male non è questo, quanto l'averlo visto assumere comportamenti così contrari alla sua natura, vederlo comportarsi con tanta codardia, nascondersi dietro scuse assurde, assumere comportamenti così duri e impietosi, e tutto al momento di prendere una decisione. Io dico che se ricevessi le spiegazioni da parte sua, poi potrei mettermi l'animo in pace, ma sarebbe davvero così?Non avevo forse, in fondo, sperato di non ricevere segno alcuno da lui dopo la mia richiesta, perchè ciò l'avrebbe marchiato ai miei occhi definitivamente come codardo e immeritevole come persona? Sarebbe stato più facile.

E ora, ora che sembra io invece abbia ricevuto una sorta di segno positivo, mi ritrovo a non saper bene cosa dirgli e come pormi,a chiedermi se devo essere assolutamente chiara nelle parole e nei discorsi o se invece devo aspettarmi altre bugie e quindi studiare l'atteggiamento migliore per indurlo a eventualmente smascherarsi.. Non mi racconto bugie, non è l'amicizia ciò che vorrei da lui, e non credo di volerla, ora come ora, la sua amicizia: mi interessa in primo luogo eliminare i rancori che possono essere rimasti, poi ovviamente spero in un scioglimento dei miei dubbi. Ma in questo, non ci spero troppo, o almeno non spero troppo che lui li sciolga con chiarezza, mentre potrebbe farlo con gli atteggiamenti, dato che parlano questi più delle parole, ben spesso.

Mi sento una bambola,assolutamente in preda a qualcosa che non è il mio volere razionale, e che nemmeno mi fa del bene, anzi, mi tormenta e mi ferisce. Eppure io non ho le giuste armi per ferire il mio nemico, posso averle per difendermi, ma la difesa presto o tardi cede ed esso riprende a ferire. Vorrei disperatamente smettere di pensare a lui e a quello che è successo, ma per quanto io ci provi non ci riesco: posso distrarmi, e allontanare temporaneamente il pensiero, ma non posso in alcun modo relegarlo tra i ricordi, perchè è ancora qui, vivo e pulsante, e non si lascia mettere da parte.

Aveva ragione, quando mi ha detto che ho una gran testa, ed è per questo che penso, ripenso e rifletto anche troppo. E' vero: di fronte a un dilemma vaglio tutte le possibili ipotesi, e considero, anche se per poco, quelle meno probabili guardando come sarebbe se così fosse. E se questa capacità in alcune situazioni può essere di vantaggio, in altre non lo è affatto, dato che sono anche estremamente cocciuta e se mi metto qualcosa in testa non c'è verso di farmi cambiare idea. Io ora mi sono messa in testa di comprendere, e non sarò in pace finchè non avrò compreso o avrò sbattuto la testa abbastanza volte da farmi sufficientemente male e pensare che "non serve più a niente".

Ebbene, questo è l'ultimo round.

Se andrà bene, avrò le mie risposte, o se non le avrò saprò di non poter davvero fare più nulla.

Se andrà male, sarà l'ultima volta in cui sceglierò di sbattere la testa.

Non so cosa spero, adesso. Ma in entrambi i casi, saprò che di più non avrei potuto.


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lunedì, 27 marzo 2006

Stringendo stringendo, se uno ci pensa, ci son due tipi di situazioni che possono presentarsi nella vita.

Il primo,è il tipo più comune. Si tratta di quelle situazioni che dobbiamo ragionare e razionalizzare per sbrogliare, o meglio, che siamo convinti di poter districare ragionando meticolosamente. Che poi sia quello il mezzo giusto o meno, è altro discorso. Ma sostanzialmente, se sentiamo di dover districare qualcosa è perchè quel qualcosa non ci è sufficientemente chiaro: e pensiamo di poter dissipare la nebbia con quel mezzo sicuro che può essere per noi la razionalità. Dopotutto, se qualcosa suona bene razionalmente, ci sentiamo più sicuri nell'esprimere giudizi, od opinioni, a riguardo. E qui torniamo al punto: non siamo sicuri abbastanza del nostro punto di vista, vuoi per una ragione vuoi per l'altra. Ovviamente ci sono migliaia di motivi per cui possiamo soffermarci a ragionare su qualcosa, ma io dico che se avessimo già la soluzione in mano non staremmo a lambiccarci il cervello. Se ce lo lambicchiamo, è per trovarla o confermarla ulteriormente.

Poi, ci sono quelle altre situazioni. Quelle incomprensibili a molti e anche per molti le meno frequenti. Quelle situazioni in cui non hai bisogno di lambiccarti il cervello, perchè sai che è così. Lo sai e basta. E non perchè la certezza venga dallo studio o da qualche altra creazione del nostro cervello, ma perchè è la nostra passione a dircelo. Il ragazzo sicuro della sua scelta universitaria, senza riserva alcuna, lo è perchè ha scelto prima col cuore, poi forse anche con la testa: intendo che non è giunto a scegliere tramite uno schema cervello - cuore, ma il contrario. Avrà certo pensato a dove potrà portarlo quel tipo di studi, ma lo ha fatto essendo già sicuro, nel suo intimo, che era quello ciò che voleva studiare. O ancora, provate a chiedere a un innamorato perchè è tale,e perchè proprio di quella determinata persona: vi dirà che lo è e basta, che non può esserci un perchè. E se provate a instillargli dubbi sul sentimento del partner, e gli chiedete come fa a esserne sicuro, vi dirà che lo sa e basta, che lo sente. Com'è giusto che sia.

Ed è sorprendente come non ci si pongano dubbi di alcuna natura su come bisogna comportarsi o meno, su come tutto sia naturale, su come ogni atto o frase dell'altro sappia sorprenderci ed il contrario nello stesso tempo.

Non è sorprendente che quella stessa persona sia in grado di sconvolgerci e stupirci inaspettatamente. Però, quando si comincia a chiedersi come bisogna comportarsi e cosa bisogna fare, quando tutto non è così sereno e naturale come dovrebbe essere, quando ci si preoccupa per una parola in più o in meno, possono star per succedere solo due cose: o il legame più profondo s'è spezzato, e ora per riabilitarlo bisognerà lavorare assieme, o il legame deve modificarsi, perchè si cresce o perchè così non regge più.

E il brutto, è che quando un ragionamento non regge più rivederlo e modificarlo è facile, mentre se è un legame è molto meno piacevole e agevole.

Sarà per questo che molti preferiscono negarsi le situazioni del secondo tipo?

Il ragno tesse la sua tela

E il topolino vi si ritrova.

Il ragno tesse, tesse, e tesse ancora

Si dimentica del topolino.

E il piccolo roditore, è prigioniero

Non più desiderato, ma ignorato.


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Categoria: riflessioni

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mercoledì, 22 marzo 2006

Era già da un pò che il vecchio template non mi soddisfaceva particolarmente.

E pensavo già di cambiarlo, ma non trovavo nulla che fosse degno. Ora, questo lo è.

Alla finestra..chi è che non sta alla finestra, alla fine, a suo modo? In attesa, in contemplazione, o in attenta osservazione? Ognuno, a suo modo, getta l'occhio sulla finestra del mondo. E ognuno lo vede in maniera diversa, chi migliore, chi peggiore, chi neutra. Il suo mondo interiore, o quello esterno, che sia. Non mi sento di accusare nessuno per come guarda dalla propria finestra, perchè ognuno deriva lo sguardo dalle esperienze che ha passato. E io non posso giudicarle. Posso al massimo consigliare, ma giudicare il mondo interiore altrui? E' un atto di superbia, e difatti, essendo umani pecchiamo tutti ogni tanto. Ma un conto è peccare ogni tanto, un altro farlo per hobby. Diciamo che ci provo, a non giudicare, perchè sono fermamente convinta che non si possa giudicare l'atteggiamento di qualcuno verso qualcosa che non si è vissuto in prima persona: ne ho avuto la conferma di recente, e ho posto le mie scuse a chi di dovere. E mi sono sentita più leggera.

In fondo, anche io sto imparando. Piano piano, con dolore, ma sto imparando. Anche se ci sono ancora cose e atteggiamenti che non posso fare a meno di guardare schifata, però provo ad andare oltre lo schifo.

E devo dire che anche allora non smetto di giudicare sbagliati certi atteggiamenti, ma riesco a capire da cosa sono originati, o possono essere originati. E non condanno la persona in toto, come potevo fare da bambina o come spesso fanno alcuni adulti.

Ho ancora molta strada da fare, però. Del resto, chi non ne ha? Ma posso tranquillamente dirmi di aver smussato la mia impulsività, in questi anni, così come la mia rabbia cieca che a volte ne era conseguenza.

Potrò pur darmi un pò di merito..o no? :P

Dato che ci sono, è giusto che ringrazi tutte le persone che mi stanno aiutando a maturare. Quelle che mi hanno fatto del bene quanto quelle che mi hanno fatto del male. Le prime per avercamminato, o star camminando, accanto a me e avermi insegnato che al mondo non c'è solo chi ha un attaccamento interessato, le seconde per avermi resa più forte di volta in volta e avermi resa cosciente dei miei errori, perchè spesso con loro ho sbagliato anche io.

In fondo, non è un cattivo inizio di primavera...


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mercoledì, 22 marzo 2006

Boh, sarò anche nervosa io.

Però non ne posso più, di esser nervosa e mettermi a litigare per assolute stupidaggini.

Qualcosa di positivo certo c'è. Ad esempio, stasera sono stata alla prima lezione del corso di fumettistica, e promette bene. Pare ci insegneranno a disegnare un corpo con le giuste proporzioni, cosa di cui ho effettivamente bisogno...dovrò impegnarmi, ma non dovrebbe essere troppo difficile in fondo, non faccio COSI' schifo a disegnare :P

Ovviamente, il buonumore al ritorno mi si rovina, un pò con il mal di testa, un pò con un litigio con mia madre. Che si incazza se non le rispondo quando mi chiede dove ho preso quei fiori che ho portato a casa oggi. Non paga dell'assenza di risposta, me lo richiede. Ed è lì che mi scatta il "che stress".

Il resto è storia. Non capisco come si aspetti che io mi confidi con lei sulle mie cose di mia spontanea volontà se mi fa una tale scenata per una risposta un pò brusca; intendo, non si può aspettare che la gente reagisca sempre come vuole lei o come preferirebbe lei. Tutti hanno i loro problemi e i loro malumori, anche io. E lei lo sa benissimo che non sto affatto bene, ma evidentemente sottovaluta la portata del mio problema. Evidentemente pensa che io parli di amore inconsapevolmente, neanche fossi una 13enne alle prese con la cotta per il 16enne figaccione. Mi chiedo come possa aspettarsi che mi venga voglia di parlarle come parlo a un'amica se mi dimostra così poca profondità d'analisi di ciò che dico e così poca comprensione.

E se le dico tutto questo, o mette il muso o si arrabbia. No, dico, io sarò pure un pò esagerata, ma lei è molto poco critica verso se stessa.

Comincio davvero a pensare che questa casa mi stia stretta. Non perchè io non stimi i miei genitori, ci mancherebbe, o non voglia loro bene, ma così non è possibile. Ho voglia di distaccarmi e prendere un lungo, ampio respiro. Sarà il periodo, forse, ma ho voglia di questo: sto bene solo da sola e in pace o con amici fidati. E non ero così insofferente da anni, non sono un'adolescente troppo cresciuta. Forse il peso dei miei quasi 20 anni inizia a farsi sentire. Già, tra meno di due mesi faccio 20 anni. Per la prima volta nella mia vita la prima cifra dei miei anni cambia.

"Anch'io ero come loro,Sturm" disse, rabbrividendo "Il mio meraviglioso piccolo mondo mi aveva girato attorno per tanto tempo che io credevo che fosse il centro dell'universo. Sono corsa dietro a Tanis perchè ero sicura che sarei riuscito a farlo innamorare di me. Perchè non avrebbe dovuto? Tutti gli altri lo erano. E poi ho scoperto che il mondo non girava attorno a me. Che non gli interessava neanche niente di me! Ho visto la sofferenza e la morte. Ho dovuto uccidere" si guardò le mani "o mi avrebbero uccisa. Ho visto il vero amore. Amore come quello tra Riverwind e Goldmoon, amore disposto a sacrificare tutto - anche la vita. Mi sentivo molto meschina e piccola. Ed è così che mi sembra la mia gente, adesso. Meschina e piccola. Credevo fossero perfetti, ma ora capisco come dovesse sentirsi Tanis - e perchè se ne fosse andato"

Devo dire che capisvo bene le parole di Laurana. (Non ho mai detto quanto adoro la saga di Dragonlance?)Lei, un'elfa, cresce quando il suo stesso infantilismo lo conduce lontano dalla sua patria, la patria elfica di Qualinesti. Di norma non amo i personaggi buoni, ma questa elfa mi piace. Per come matura, per come lotta per ciò che ama, per come accetta di esser preda di un amore non ricambiato, per come riesce a camminare da sola nella vita. Non è cosa da tutti. E infatti Laurana è un personaggio di un libro :P però molti dovrebbero imparare da lei, e non ultima io.

E comincio davvero a pensare di aver bisogno di metter radici altrove, in una casa che non è questa, per costruire la mia esistenza e continuare a maturare. Ma per ora non è tempo. Non ne ho il modo.

Chissà, forse tra qualche mese, quando smetterò di tormentarmi con quei bellissimi ricordi, cambierò idea e rimanderò ad altri anni un simile progetto, anche con la mente.

Non so. Prima di ogni cosa, devo liberarmi di un paio di brutti pesi.

How much are you worth
You can't come down to earth
You’re swelling up, you're unstoppable
'cause you've seen, seen
Too much, too young, young
Soulless is everywhere

Destroy the spineless
Show me it's real
Wasting our last chance
To come away
Just break the silence
'cause I’m drifting away
Away from you


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lunedì, 20 marzo 2006

Tu eri il vento attorno alle mie ali, che mi insegnava a volare

Con te vivevo tra i re, come è potuto finire tutto questo?

Eravamo una cosa sola, eravamo tutto, eravamo l'unica cosa

Avevamo di fronte un futuro pieno di speranze, nulla avrebbe potuto ostacolarci

Ma i sogni possono cambiare, le visioni diventare sfocate, e io mi sento così sola.

Camminerei attraverso il fuoco, se questo significasse averti per un altro solo, singolo giorno.

Tu eri l'angelo della mia vita, che mi insegnava la libertà

Ora sono un'estranea ai tuoi occhi, ed i muri si chiudono attorno a me.


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Categoria: a mente libera

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lunedì, 20 marzo 2006

Ditemelo voi.

Ditemelo voi se è possibile smettere di amare una persona in un mese.

E smettere di amarla sulla base di difetti della stessa in parte inesistenti e in parte reali, che non hanno mai costituito questo gran disturbo e di cui si era a conoscenza ben prima di tentare qualunque approccio.

Ditemelo voi, se tutto questo può aver senso, perchè per me non ne ha. Non può averne.

E' impossibile adorare una persona per come è poi imputare i suoi difetti di chissà che peccato mortale.

Ma che ho fatto di male nella vita? -.-


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Categoria: sfoghi

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giovedì, 16 marzo 2006

William Blake - The Garden of Love

I laid me down upon a bank,
Where Love lay sleeping;
I heard among the rushes dank
Weeping, weeping.

Then I went to the heath and the wild,
To the thistles and thorns of the waste;
And they told me how they were beguiled,
Driven out, and compelled to the chaste.

I went to the Garden of Love,
And saw what I never had seen;
A Chapel was built in the midst,
Where I used to play on the green.

And the gates of this Chapel were shut
And "Thou shalt not," writ over the door;
So I turned to the Garden of Love
That so many sweet flowers bore.

And I saw it was filled with graves,
And tombstones where flowers should be;
And priests in black gowns were walking their rounds,
And binding with briars my joys and desires


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